Raffaella Carrà – 10 curiosità su di lei

Scritto da il 6 Luglio 2021

Di Raffaella Carrà, conduttrice amatissima della TV italiana, conosciamo tante cose… Ma forse non tutte.

1 – Carrà non è il suo cognome

In realtà si chiamava Raffaella Maria Roberta Pelloni: il regista Dante Guardamagna le suggerì di cambiare il cognome in Carrà, che era quello di un grande pittore, dato che anche il nome richiamava quello di un grande artista, Raffaello appunto.

2 – Ballerina, anzi coreografa

La sua formazione inizia da piccolissima: all’età di 8 anni lascia la riviera romagnola per studiare all’Accademia Nazionale di Danza di Roma: infatti il suo sogno è quello di diventare una coreografa.

3 – Anzi attrice

All’età di 8 anni, praticamente subito dopo essersi trasferita, la piccola Raffaella prende parte al melodramma strappalacrime “Tormento del passato” di Mario Bonnard nel ruolo di Graziella. Proseguirà poi la sua formazione attoriale da grande, diplomandosi al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.

4 – Anzi showgirl

Tuttavia il grande successo come attrice stenta ad arrivare: ecco perché accetta diversi lavoretti come showgirl e soubrette, fino ad arrivare al successo televisivo con il programma “Io, Agata e tu” insieme a Nino Taranto e Nino Ferrer. Lì le sue doti di artista completa iniziano ad emergere.

5 – Ombelico: che scandalo!

Ma è con Canzonissima, al fianco di Corrado, che Raffaella conquista definitivamente un posto nei cuori degli italiani… e non solo: dà vita, infatti, ad un piccolo scandalo, mostrando l’ombelico nella sigla di apertura “Ma che musica maestro!”. Uno scandalo che al giorno d’oggi può far sorridere, ma ai tempi segnò un punto di svolta per la liberazione femminile dagli stereotipi legati all’abbigliamento.

6 – …Anzi cantante

Proprio con “Ma che musica maestro!”, sigla di apertura del programma TV Canzonissima, “Raffa” raggiunge la vetta delle classifiche, con 200.000 copie vendute; il grande successo della canzone la spinge a pubblicare il suo primo album, Raffaella, che contiene anche il brano Borriquito, primo successo sul mercato latino, e lo scandaloso Tuca Tuca.

7 – Un Tuca Tuca da censura

Il celebre Tuca Tuca, brano scritto da Gianni Boncompagni e da Franco Pisano, venne lanciato nel corso di una puntata di Canzonissima da Raffaella, in veste di cantante e ballerina, in coppia con Enzo Paolo Turchi; i due furono costretti a esibirsi di tre quarti in quanto il balletto ideato da Don Lurio, già di per sé considerato osè, lasciava pensare che il ballerino toccasse parti proibite di Raffa, se visto dall’angolazione sbagliata.

8 – Il successo all’estero

Tra gli anni ’70 e ’80 inizia a riscuotere successo in Spagna grazie alle sue canzoni, arrivando ad ottenere ruoli televisivi anche importanti, finché divenne un vero e proprio fenomeno di esportazione anche in Germania, Francia, Olanda, Belgio, Inghilterra, Grecia e soprattutto nei paesi dell’America Latina.

9 – Raffa ancona gay

“Ho cominciato a capire il mondo gay durante la mia prima Canzonissima, nel 1970. Ricevevo lettere da ragazzi gay che non si sentivano accettati specialmente in famiglia. E mi sono chiesta: possibile che esista questo gap tra genitori e figli? Poi nel mondo dello spettacolo ci sono tante persone omosessuali e così sono diventata icona gay mio malgrado”. Così dichiarava Raffaella in un’intervista del 2018 al Corriere della Sera. Non nascose mai neanche il suo desiderio di maternità, e a questo proposito sosteneva il diritto delle persone gay o non sposate ad adottare, essendo anche lei cresciuta con due donne, sua madre e sua nonna.

10 – Pronto, Raffaella?

Il successo definitivo come conduttrice TV lo raggiunse nel 1983, presentando su Raiuno Pronto, Raffaella?, programma il cui successo fu così clamoroso da valerle il titolo di “Personaggio televisivo femminile a livello europeo”, consegnatole dall’European TV Magazines Association nel 1984.

Difficile e inutile sarebbe tentare di sintetizzare una così sfolgorante stella della TV italiana in poche righe: ci limitiamo a poche curiosità per ringraziarla della positività regalataci in tanti anni di carriera, grati della sua vita dedita all’arte, fatta di professionalità, duro lavoro e grande passione: grazie, Raffaella.


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