50 anni di Greenpeace

Scritto da il 15 Settembre 2021

Il 15 settembre 1971, esattamente 50 anni fa, nasceva “Greenpeace”. Beh, non proprio.

La barca da pesca Phyllis Cormack

Quel giorno dodici volontari, che non avevano ancora adottato il nome “Greenpeace”, salpavano a bordo di un vecchio peschereccio, il Phyllis Cormack, alla volta di Amchitka da Vancouver.

L’isola di Amchitka era stata scelta dagli Stati Uniti per condurre una serie di test nucleari, e i dodici volontari speravano di riuscire a evitare l’ultimo, in quanto l’esplosione della bomba avrebbe avuto un impatto notevolmente dannoso per una zona in cui trovavano rifugio oltre 3000 lontre di mare; inoltre, anche altri animali avrebbero risentito negativamente del terremoto e del maremoto connessi alla detonazione.

L’imbarcazione venne poi intercettata dalla guardia costiera per irregolarità burocratiche e per condizioni meteo particolarmente avverse, a causa delle quali l’equipaggio decise infine di abbandonare, sfinito, l’impresa.

Il comitato “Non create l’onda“, trasformatosi durante il viaggio in “Greenpeace“, finì ugualmente sulle prime pagine dei giornali e l’eco mediatica fu potente. Durante il viaggio di ritorno i volontari incontrarono un gruppo di nativi americani Kwakiutl, che li riconobbe come possibile incarnazione di una profezia che recitava:

“Ci sarà un giorno in cui gli uccelli cadranno dal cielo, gli animali che popolano i boschi moriranno, il mare diventerà nero e i fiumi scorreranno avvelenati. Quel giorno, uomini di ogni razza si uniranno come guerrieri dell’arcobaleno per lottare contro la distruzione della Terra”.

Il test nucleare finì per essere ugualmente portato a termine, ma grazie al denaro raccolto dai numerosi sostenitori Greenpeace organizzò un’altra spedizione, sempre per impedire test nucleari, ma stavolta dei francesi, verso l’atollo Moruroa, nel Pacifico meridionale, dove riuscì a ritardare l’esperimento. L’anno successivo i francesi non persero tempo e abbordarono subito, ferendolo, il panfilo di Greenpeace Vega, a bordo del quale si trovavano diversi fotoreporter che documentarono il tutto e le cui foto fecero il giro del mondo.

Negli anni successivi Greenpeace ha combattuto e vinto molte altre battaglie, dalla campagna balene a quella per il salvataggio delle foche, fino a quella contro i rifiuti tossici, il surriscaldamento globale e gli OGM.

Tuttora rimane un’organizzazione non governativa con azione diretta ma non violenta, per la difesa pacifica dell’ambiente e finanziata da contributi individuali, senza accettare contributi da partiti politici o grandi aziende.


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