di Beatrice Silenzi

Se oggi tre professori universitari, dopo essere stati licenziati in tronco, decidessero di indebitarsi fino al collo per aprire una ditta di disinfestazione, probabilmente saremmo propensi a pensare a una serie drammatica su qualche piattaforma streaming.

Se però, in aggiunta vi fosse un’attrezzatura che include zaini nucleari e che l’ufficio è una caserma dei pompieri mezza scassata e che il primo cliente è un ammasso di ectoplasma verde e vorace, sicuramente la risposta sarebbe Ghostbusters!

Ottimo film del 1984 di Ivan Reitman ha reso possibile un desiderio di molti bambini degli anni 80: “acchiappare fantasmi”.
Il segreto del successo? Un cast che sembrava essere nato per stare insieme. Peter Venkman (Bill Murray) è l’uomo che affronta l’apocalisse con la stessa flemma con cui ordinerebbe una pizza; Ray Stantz (Dan Aykroyd) è l’entusiasta che crede a ogni leggenda urbana; Egon Spengler (Harold Ramis) è il genio che colleziona spore, muffe e funghi (ognuno ha i suoi hobby, no?).

A loro si unisce Winston Zeddemore (Ernie Hudson), l’unico sano di mente che accetta il lavoro solo “se lo stipendio è buono”. 
Ghostbusters è un manuale di sopravvivenza urbana che ha insegnato alcune cose fondamentali: se qualcuno ti chiede se sei un dio, tu devi rispondere Sì!
Mai, e diciamo Mai, incrociare i flussi (a meno che non ci sia di mezzo un semidio sumero). Un gigantesco uomo di marshmallow può essere la cosa più terrificante e deliziosa del mondo.

Il film mescola intelligenza e battute taglienti con una tensione che ancora oggi piace, poi, ammettiamolo: chi, sentendo le prime note del tema di Ray Parker Jr., non inizia a canticchiare?

Nonostante siano passati alcuni decenni, gli effetti speciali conservano un fascino analogico che la CGI moderna spesso non ha.
Slimer è ancora il fantasma più simpatico della storia del cinema e la trasformazione di New York in un campo di battaglia soprannaturale è ben fatta.
Al di là degli zaini protonici e della Ecto-1 rombante, Ghostbusters poi, parla di amicizia e di follia, quel tanto che basta per cambiare il mondo.

È un inno agli outsider, a chi non si arrende e a chi, di fronte a un portale interdimensionale che si apre sopra un grattacielo, sa rispondere con una battuta sarcastica.
Quindi, se stasera sentite uno strano rumore in soffitta o vedete il vostro frigo comportarsi in modo sospetto… sapete già chi chiamare!! …e, mi raccomando: non sporcate la moquette con l’ectoplasma!