di Beatrice Silenzi

Ecco un artista capace di incarnare l’essenza stessa della rockstar, in un mix irripetibile di talento, eccessi, stile impeccabile e una punta di sana autoironia.
Rod Stewart è tutto questo.
Con oltre 250 milioni di dischi venduti e una carriera che attraversa sei decenni, il “ragazzo di Londra” ha saputo reinventarsi più volte, passando dal rock blues viscerale degli anni ’60 al pop raffinato degli anni ’80, fino a diventare l’elegante interprete dei classici americani nel nuovo millennio.

Il segreto del suo successo risiede in quella voce inconfondibile: roca, graffiante e sabbiata, capace di trasmettere malinconia nelle ballate e un’energia travolgente nei pezzi up-tempo.
Ma dietro le paillettes, le ciocche bionde e i completi leopardati, c’è un uomo dalle mille sfaccettature e otto figli.

Nato a Londra nel 1945 da una famiglia di origini scozzesi, Roderick David Stewart ha iniziato la sua scalata verso l’Olimpo della musica collaborando con Jeff Beck, o unendosi ai Faces, una delle band più selvagge e influenti dell’epoca. Però, è come solista che ha conquistato il mondo. Maggie May, Sailing, Da Ya Think I’m Sexy? e Forever Young non sono solo hit, ma veri e propri inni generazionali e, nonostante il successo planetario, non si è mai seduto sugli allori.

Quando il rock sembrava aver dato tutto, ha sorpreso critica e pubblico con la serie “The Great American Songbook”, riscoprendo i classici del jazz e del pop pre-rock’n’roll, dimostrando una versatilità tecnica che pochi avrebbero immaginato.

Ma chi è davvero Rod Stewart fuori dal palco?
Prima di impugnare un microfono, sognava di calcare i campi di calcio. Da giovane fece un provino per il Brentford FC, una squadra di Londra e sebbene spesso si dica che fu scartato, nella sua autobiografia Rod chiarisce che la realtà era diversa: non ricevette mai una risposta definitiva e, pigramente, decise che la vita del musicista era molto più adatta a lui perché “potevi ubriacarti e fare tardi, cosa che un calciatore non può fare”!
La passione è rimasta intatta: è un tifoso sfegatato del Celtic di Glasgow e non è raro vederlo commuoversi sulle tribune durante le partite della sua squadra del cuore.

Ha un’ossessione per i trenini elettrici (Model Railroading).
Questa è forse la curiosità più amata dai fan. Rod è uno dei più grandi modellisti ferroviari al mondo. Per oltre 20 anni, ha lavorato alla costruzione di una città immaginaria ispirata alla Chicago e alla New York degli anni ’40 nel sottotetto della sua casa di Beverly Hills.
Il plastico è enorme (circa 7 metri per 37) e curato nei minimi dettagli.
La cosa incredibile è che anche quando era in tour, Rod prenotava una stanza d’albergo extra per poter montare i suoi pezzi e continuare a lavorare ai suoi modelli tra un concerto e l’altro.

Per decenni è circolata la voce che Rod Stewart, prima del successo, lavorasse come becchino in un cimitero di Highgate. Non è vero!
In realtà, lavorò per pochi giorni nel cimitero, ma il suo compito era semplicemente quello di segnare i confini dei lotti di sepoltura e misurare le distanze con un metro.
Non ha mai scavato una fossa in vita sua, ma ammette che quel tocco “macabro” ha aiutato a costruire il suo mito ribelle agli inizi della carriera.

Dietro il sorriso smagliante, Rod ha affrontato momenti difficili legati alla salute. Nel 2000 gli venne diagnosticato un cancro alla tiroide che mise seriamente a rischio la sua voce. Dovette sottoporsi a un intervento chirurgico delicatissimo e imparare di nuovo a cantare da zero.
Più recentemente, nel 2019, ha rivelato di aver combattuto e sconfitto anche un cancro alla prostata dopo una diagnosi precoce, diventando un portavoce attivo per la prevenzione maschile.

E, da ultimo: i capelli!
Il taglio “a istrice” è uno dei simboli degli anni ’80.
La cosa curiosa è che non è cambiato quasi per nulla dagli anni ’70 a oggi, perché utilizza una combinazione specifica di lacca e diversi altri prodotti (persino lo zucchero e l’acqua per tenerli dritti!) e non permette a nessuno di cambiare il suo look.
È diventato così parte della sua identità che persino i suoi figli scherzano sul fatto che i capelli di papà abbiano una vita propria!

Oggi, Sir Rod Stewart (nominato cavaliere dalla Regina Elisabetta II nel 2016) continua a esibirsi live con la stessa grinta di un ventenne, ma che stia cantando per migliaia di persone a Las Vegas o rifinendo un piccolo vagone ferroviario nel suo studio, rimane fedele a se stesso: un uomo che ha saputo invecchiare con stile, senza mai perdere quel pizzico di malizia negli occhi.