Vienna è universalmente riconosciuta come la capitale della musica classica, eppure è esistito un uomo che, alla fine del secolo scorso, è riuscito a scuotere la città austriaca a colpi di synth-pop e rime taglienti.
Quell’uomo era Johann “Hans” Hölzel, meglio conosciuto come Falco.
Primo artista di lingua tedesca a scalare le classifiche mondiali e a conquistare il numero uno negli Stati Uniti, Falco è stato un cantante e ma un fenomeno culturale.
Nato a Vienna nel 1957, Hans manifesta un talento precocissimo. A soli quattro anni gli viene certificato l’orecchio assoluto.
Cresciuto con la madre dopo che il padre abbandona la famiglia, Hans trova nel basso elettrico la sua strada.
Dopo un’esperienza nella scena underground viennese con la band punk-anarchica Drahdiwaberl, capisce che per dominare il mondo ha bisogno di divenrtare un personaggio.
Il nome “Falco” nasce quasi per caso, guardando in TV il saltatore con gli sci della Germania Est, Falko Weißpflog. Hans ne è colpito, il nome suona internazionale, freddo e potente.
Nel 1981, Falco pubblica “Der Kommissar”.
In un’epoca in cui il rap è un fenomeno quasi esclusivamente americano e afroamericano, un bianco viennese con i capelli imbrillantinati e l’abito firmato rappa in un mix di tedesco, inglese e dialetto locale (il cosiddetto Manhattan-Schönbrunner-Deutsch).
Il brano vende sette milioni di copie.
Falco inventa il “rap bianco” europeo, mescolandolo con la New Wave e una sensibilità pop irresistibile.
Il culmine della carriera arriva nel 1985 con l’album Falco 3. Il singolo “Rock Me Amadeus”, un azzardo geniale: unire la figura di Wolfgang Amadeus Mozart alla cultura pop degli anni ’80.
Il video mostra Falco nei panni di un Mozart punk e decadente, circondato da motociclisti e nobili settecenteschi.
Nel marzo del 1986, “Rock Me Amadeus” raggiunge la vetta della Billboard Hot 100 americana e ancora oggi, rimane l’unica canzone in lingua tedesca ad aver mai occupato quella posizione negli USA.
Nello stesso periodo, “Jeanny” scatena enormi polemiche, finisce censurato da molte radio.
Il successo globale è però un’arma a doppio taglio.
Falco è un perfezionista ossessivo, costantemente tormentato dalla paura di non poter superare i propri traguardi.
La sua personalità pubblica — arrogante, distaccata, iper-sicura di sé, è spesso una maschera che nasconde un uomo fragile, incline all’abuso di alcol e droghe.
“Quando bevo, sono Hans. Quando lavoro, sono Falco”, dice. Ma poi, col tempo, i confini tra l’uomo e la maschera si fanno sempre più labili.
Negli anni ’90, dopo un periodo di declino commerciale, Falco si trasferisce nella Repubblica Dominicana in cerca di anonimato e di un nuovo inizio creativo ed è lì che, il 6 febbraio 1998, la sua vita si interrompe bruscamente: la sua Mitsubishi si scontra con un autobus mentre esce dal parcheggio di un locale. Muore a soli 40 anni.
La sua morte scuote l’Austria, al suo funerale a Vienna partecipano migliaia di persone, e la sua tomba nel cimitero centrale è ancora oggi meta di pellegrinaggio per fan da tutto il mondo.





